Talkshock – Gianmarco Saurino

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Talkshock – Gianmarco Saurino

Quando hai capito che nella vita avresti fatto l’attore?

Non c’è stato un momento preciso nel quale ho capito che avrei voluto fare l’attore ma più cosa avrei voluto fare da grande, e questo è arrivato tra i miei diciassette e diciotto anni, quando tutti i miei amici si chiedevano quale università fare,  poi che carriera intraprendere, io stavo studiando a teatro, e avevo iniziato il percorso di attore, e ad un certo punto mi sono detto forse mi sa che questa è la strada che potrebbe piacermi.  In molti mi dicevano anche che potesse essere adatta a me, da lì mi sono detto ci provo.  Mi sono trasferito a Roma, ho iniziato a studiare al centro sperimentale e da lì è partito tutto.

Il pubblico ti conosce come attore nelle serie Rai come “Doc – Nelle tue mani” di cui è appena partita la seconda stagione, ma la comunità Lgbt+ italiana e non solo ti ha “scoperto” in “Maschile singolare” di Alessandro Guida e Matteo Pilati opera prima dei due registi e tuo debutto cinematografico. Cosa ti è piaciuto di Luca, il tuo personaggio, da spingerti ad accettare un film indipendente?

Di “Maschile singolare”, mi è piaciuto fin da subito il gruppo di lavoro che si era creato, guidato da Alessandro Guida e Matteo Pilati, che mi avevano fatto capire fin dai provini quanto fossero affezionati al film. 

Quello che sto cercando di più negli ultimi anni è un affezione ai progetti, da parte di tutta la troupe e del cast.

Il personaggio di Luca era un personaggio mai fatto, estremamente pratico, concreto, visto il lavoro che fa,  e credevo che ci fossero delle possibilità di trovare in questo personaggio delle linee nuove, delle piccole fragilità che si scoprono poi nel film quando lui viene “lasciato” dal personaggio di Antonio. Un personaggio che aveva delle cose da raccontare, in un viaggio che secondo me più o meno fanno tutti i personaggi in cerca di una maturazione personale, del maschile singolare e non del maschile di coppia.  Tutto questo è quello mi ha spinto ad accettare, oltre al gruppo di lavoro solido di un film fatto con amore e sincerità.

Ti abbiamo visto anche come Guest Judge di Drag Race Italia. Cosa ti piace dell’arte Drag e della comunità Lgbt+ di cui possiamo orgogliosamente dire che sei un alleato.

Io sono estremamente alleato della comunità Lgbtq+ e  dell’arte drag,  sono uno di quelli che pensa che non vada nemmeno detto, anche perché il problema è che per chi non è un alleato, per noi “alleati” dovrebbe essere una cosa talmente ovvia e scontata, che non avremmo nemmeno bisogno di dire io sono da quella parte, perché parliamo  di diritti civili e di persone.

Ho detto sì a drag Race perché è un bel programma che conoscevo,  non quanto lo conosce la comunità Lgbtq+, e credo che racconti benissimo il mondo drag che è un mondo meraviglioso.

Ognuna delle drag con cui ho parlato durante il programma ha una storia incredibile di affermazione dei propri diritti, di lotta,  ma soprattutto  di grandissima professionalità, dalla creazione dei costumi, il trucco, la danza, a volte il canto e la recitazione.

 Non si può negare che il drag, sia un’ arte, e visto che  sono appassionato di arte in generale non potevo non far parte di questo programma e sono stato felicissimo di farne parte, anche se solo come guest di quel gruppo.

Qual è la lista di cose che vuoi o devi ancora fare?
Hai un sogno nel cassetto?

Nel  mio cassetto c’è la voglia di continuare a raccontare storie sempre più belle, che possano far immedesimare le persone in quello che raccontiamo.

Mi sono imposto di fare progetti che amo e che spero vengano amati.

 

MUCCASSASSINA - TALKSHOCK - GIANMARCO SAURINO
MUCCASSASSINA - TALKSHOCK - GIANMARCO SAURINO

 

Credits
Foto: Davide Musto
Press: Andreas Mercante

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